RIDUZIONE ACCISE: VERSO UNA PROROGA?

Dopo il decreto MEF-MITE del 18 marzo 2022, il decreto legge 22 marzo 2022, n. 21 (in fase di conversione dal Parlamento) e l’ultimo decreto MEF-MISE del 6 aprile 2022, che hanno disposto la drastica riduzione delle accise dei carburanti prima per trenta giorni e poi fino al 2 maggio 2022,

l’emergenza per imprese e famiglie costituita dai prezzi della benzina e del gasolio alla pompa è stato oggetto di una risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza, approvata dal Parlamento (disponibile in formato PDF in allegato).

Secondo Il Sole 24 Ore, tra le misure da adottare in generale contro il caro-energia sono incluse anche quelle relative ai carburanti: “Tra queste, ci sarà probabilmente quella di allungare fino alla fine di giugno il taglio da 25 centesimi alle accise (30,5 centesimi complessivi, Iva compresa) per ogni litro di benzina o gasolio o gpl (la soluzione prevista dal decreto Ucraina bis o ‘taglia prezzi’ allo stato attuale, scadrà il 2 maggio). Per questa e le altre voci, sono a disposizione i 6 miliardi di tesoretto previsti nel Def. Una fetta della copertura, in questo caso, arriverà dall’extragettito Iva. A disposizione c’è però solo quello di marzo, per cui questa soluzione è destinata ad assorbire una fetta del deficit disponibile. Che però si vada in quella direzione lo confermano le parole del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. «La dinamica dei prezzi dei carburanti» – ha detto in occasione di un question time alla Camera«resta un tema di primo piano su cui è massima l’attenzione del governo, che proseguirà, implementandola, nell’attività di monitoraggio, oltre che nella valutazione delle misure necessarie a calmierare i prezzi, fra cui la proroga del taglio delle accise disposta nell’ultimo decreto legge»”.

Il taglio (sia pure a termine) di cui ai decreti sopra citati rimanda a valori pro-litro delle accise che si perdono nel tempo: per trovare valori inferiori a quelli ora per ora vigenti (0,478 per la benzina e 0,367 per il gasolio) bisogna retrocedere fino al 1994, anno in cui l’accisa della benzina era pari a 0,470 euro/litro (convertito dal valore in lire) e quella del gasolio a 0,349 euro/litro; per il gpl è necessario risalire al 1988, quando l’accisa ammontava a 0,083 euro/litro contro 0,100 di queste settimane.

Gli effetti della riduzione sono stati percepiti significativamente sui prezzi finali al consumo: dal 21 marzo (data antecedente all’entrata in vigore del provvedimento) al 20 aprile nella modalità self il prezzo medio nazionale della benzina è sceso da 2,122 a 1,778 euro/litro, con una diminuzione di 0,344 euro/litro, da 2,102 a 1,775 quello del gasolio, con un decremento di 0,327, valori entrambi superiori all’atteso effetto del taglio, definito (accisa + IVA sull’accisa) in 0,305 euro/litro, nonostante nel frattempo sia salito il valore della componente del prodotto raffinato di circa 0,051 euro/litro per la benzina e di 0,101 per il gasolio.

Il taglio delle accise ha determinato considerevoli risultati anche nel confronto di prezzi ed imposte con gli altri Paesi dell’Unione Europea: stando alle rilevazioni settimanali effettuate dalla Commissione Europea, infatti, la classifica dell’Italia è completamente mutata.

Nella rilevazione del 21 marzo (immediatamente anteriore all’entrata in vigore del DL 21/2022) il prezzo della benzina era il terzo più alto nell’Unione e quello del gasolio il quinto, nella rilevazione dell’11 aprile (quella del 18 aprile non è stata effettuata in concomitanza con le festività pasquali) il nostro Paese scende rispettivamente al tredicesimo ed al quindicesimo posto su ventisette Paesi membri; se il 21 marzo l’Italia si posizionava al primo posto per il carico fiscale totale più elevato per il gasolio ed al terzo per la benzina, l’11 aprile scivolava, sempre rispettivamente, al quindicesimo ed al quattordicesimo posto. Infine, se ancora il 21 marzo lo scarto delle imposte totali tra l’Italia e la media comunitaria ammontava, mediamente tra i prodotti, a 0,263 euro/litro (ossia le nostre imposte complessive erano superiori alla media dell’Unione di tale importo), l’11 aprile lo scarto mutava segno, diventava cioè mediamente inferiore di 0,029 euro/litro.

Nell’ambito dell’Unione Europea, la riduzione delle accise attuata dall’Italia risulta quella più rilevante, anche se altri Stati hanno assunto, ancor prima dell’inizio della guerra in Ucraina – stanti le dinamiche rialziste delle fonti energetiche – misure di mitigazione delle imposte sui carburanti.

Dalla data del 01.02.2022, ad esempio, la Polonia ha ridotto l’IVA dal 23 all’8 %, con l’effetto di diminuire il carico fiscale (sull’accisa, ma bisognerebbe calcolare anche l’incidenza dell’IVA sul prezzo industriale) di circa 5,0 cent/litro; la Slovenia invece ha dapprima, dalla stessa data, ridotto le accise di circa 1,8 cent/litro per la benzina e di 6,2 per il gasolio e poi, dal 28.03.2022, ha “bloccato” il prezzo; il Belgio dal 18.03.2022 ha diminuito l’accisa di 14,5 cent/litro; Cipro dal 08.03.2022 ha tagliato le accise di 7,0 cent/litro; l’Irlanda, con due tagli successivi il 10.03 ed il 01.04.2022, ha ridotto l’accisa sulla benzina di 17,1 cent/litro e di 13,0 quella sul gasolio; l’Olanda, dal 01.04.2022, ha tagliato 18,0 cent sulla benzina e 11,9 sul gasolio; più limitate le riduzioni apportate dal Portogallo dal 14.03.2022, con meno 1,7 cent/litro per la benzina e 4,7 sul gasolio; l’Ungheria, con due provvedimenti successivi del 08.03 e 10.03.2022, ha ridotto le accise di circa 29.000 fiorini per 1.000 litri (ossia circa 9,5 eurocent/litro); ed infine, la Croazia dal 08.03.2022 ha ridotto le accise rispettivamente di 800 kune per 1.000 litri per la benzina e di 600 per il gasolio (ossia, a seconda del prodotto, di 5,3 e di 2,6 eurocent/litro).

In allegato in formato PDF è disponibile il quadro delle accise vigenti in data 11.04.2022 nei vari Paesi (e le relative medie aritmetiche dei ventisette Paesi membri nonché dei diciannove Paesi di area valutaria euro), valorizzati in euro/litro per le valute locali diverse dall’euro al cambio della giornata, e delle aliquote IVA in vigore.

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