Mentre il gasolio agricolo continua a pesare sulle spalle di agricoltori e imprenditori del comparto, le Regioni italiane accelerano su misure concrete di sostegno. Oggi, 9 ottobre, emergono iniziative significative da più territori per arginare gli effetti del caro carburante su un settore già in affanno.
Marche e Abruzzo scendono in campo
La Regione Marche ha messo sul piatto 4 milioni di euro con contributi automatici fino a 20 centesimi al litro per le aziende agricole, mentre l'Abruzzo stanzia 3,8 milioni a fondo perduto con rimborsi di 20 centesimi per litro relativi ai mesi estivi (giugno, luglio e successivi). Non si tratta di cifre irrisorie: è il tentativo concreto di compensare i rincari che continuano a sfondare i bilanci aziendali.
La protesta non si placa
Nonostante questi aiuti, il malcontento rimane forte. Come riporta il Quotidiano la Voce, gli agricoltori della provincia di Roma hanno manifestato a Torrimpietra, lanciando il messaggio inequivocabile: «Senza agricoltura non c'è vita». La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) Basilicata sottolinea che «i conti non tornano»: i sussidi regionali, per quanto benvenuti, restano insufficienti a compensare i costi strutturali del gasolio.
Anche il comparto pesca chiede aiuto
Non è solo l'agricoltura a soffrire. Come rileva La Nazione, sono in arrivo fondi anche per le imprese della pesca, un settore dove il gasolio rappresenta una voce di costo talora insostenibile. Le imprese imperiesi, ad esempio, vedono sempre più conveniente stare a terra piuttosto che affrontare rincari che divorano i margini di guadagno.
Cosa c'è dietro: il taglio delle accise
Lo scenario è complesso. Dall'8 ottobre, l'Italia ha posto fine ai tagli sulle accise dei carburanti, in attesa di una decisione definitiva dell'Unione Europea. Questo significa che i costi alla pompa tornano a salire: la situazione si ripercuote direttamente su autotrasportatori, tassisti, agricoltori e pescatori.
Il governo ha dichiarato di essere pronto a intervenire di nuovo con le accise mobili qualora i prezzi dovessero impennarsi ulteriormente, ma per ora la mossa fa affidamento su interventi locali e regionali, frammentati su tutto il territorio nazionale.
Prezzi invariati, ma il peso rimane
Oggi il diesel agricolo rimane a 1,885 euro al litro e la benzina a 1,785 euro. Non sono cifre da record storico, ma per un settore con margini sottili, come l'agricoltura, ogni centesimo fa differenza. Le Regioni hanno capito il messaggio: senza sostegno diretto, il rischio è il collasso di interi comparti.
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Fonti: Vivere Fermo, Quotidiano la Voce, Corriere Adriatico, La Nazione, Basilicata Digital Channel, Vietnam.vn, Il Resto del Carlino, Riviera Time.

