Da oggi 7 ottobre il caro carburanti mostra il suo volto più crudele: non colpisce solo gli automobilisti e i camionisti, ma anche i servizi essenziali. A Genova le ambulanze del 118 affrontano rincari che mettono a rischio la loro operatività, mentre il diesel continua a salire senza sosta.
Lo sconto sulle accise è ormai storia: il governo non ha confermato le accise mobili che avrebbero dovuto contenere i prezzi. Il risultato è immediato e doloroso. Il prezzo massimo del gasolio sale a 2,25 euro al litro (la benzina resta a 2,049 euro), un aumento di 6,1 centesimi che, per chi fa della strada il proprio lavoro o il proprio dovere, significa affrontare grosse difficoltà ogni giorno.
Ambulanze a secco di carburante?
Come riporta Mediaset, i servizi di emergenza genovesi fronteggiamo una situazione critica. Quando il costo del gasolio vola, i bilanci delle aziende sanitarie pubbliche si contraggono. Meno soldi per il carburante significano meno corse, meno soccorsi, meno certezza di risposta alle emergenze. È una conseguenza indiretta ma reale del caro vita che nessuno può sottovalutare.
Il mercato nero del carburante
Come riferisce Stylo24, il diesel 'vale oro': gli assalti ai depositi e il mercato nero crescono in parallelo ai rialzi ufficiali. Quando il prezzo sale troppo veloce, emergono i fenomeni sommersi. È lo specchio di una situazione fuori controllo.
Il governo ha dichiarato che ragiona su soluzioni alternative, incluse le accise mobili, ma i tempi rimangono incerti. Nel frattempo, come scrive La Stampa, cresce la paura di toccare i 3 euro al litro entro breve. L'autotrasporto chiede un incontro urgente, i servizi pubblici annaspano, i cittadini stringono i denti.
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Fonti: Mediaset, Stylo24, LaPresse, La Stampa, Il Messaggero, Fanpage, QuiFinanza, Avvenire.

