Mentre il caro carburante continua a gravare su automobilisti e imprese, emerge un fatto sorprendente dai dati dell'Unione europea: l'Italia ha le accise più alte d'Europa sul gasolio. Su ogni litro di diesel, circa 1,08 euro vanno direttamente allo Stato tra tasse e contributi, un primato che colloca il nostro Paese davanti a Francia, Germania e gli altri partner comunitari.
Eppure, nonostante questo carico fiscale record, il prezzo finale della pompa in Italia resta inferiore a quello di Francia e Germania. Un paradosso che spiega come la struttura dei costi di raffinazione e distribuzione giochi un ruolo decisivo nel prezzo che i cittadini pagano ogni giorno.
Il problema: chi paga davvero?
Mentre i numeri delle accise generano dibattiti a livello politico, le categorie fragili dell'economia italiana sentono il colpo più duro. Secondo quanto riportato da La Nazione e Il Resto del Carlino, una attività su cinque tra i trasporti sanitari rischia di chiudere a causa del caro diesel. I farmacisti bellunesi denunciano costi fino a cinque euro per consegna, mentre i pescatori vedono barche ferme e la logistica del food si stringe in una morsa.
In Sardegna, Confindustria lancia l'allarme su migliaia di posti di lavoro a rischio. Nel meridione, agricoltori e imprese continuano a protestare nonostante gli aiuti regionali e nazionali già erogati per le categorie più colpite.
Il caro alla tavola
I supermercati iniziano a sentire il peso: CasertaNews parla di famiglie esposte a rincari fino a 300 euro al mese sulla spesa alimentare, a causa dell'aumento dei costi di trasporto per fornitori e distributori. Una pressione che ricade sui consumatori finali quando i margini della grande distribuzione si restringono.
Intanto, come segnala Il Gazzettino, le vendite di biciclette sono aumentate del 25% rispetto all'anno scorso, con boom particolare dei modelli cargo per accompagnare i bambini a scuola. Un indicatore delle scelte di mobilità che il caro carburante sta provocando.
La situazione oggi
Come riporta Automoto.it, Eni ha prolungato il blocco dei prezzi di benzina e diesel fino a fine 2026, uno scudo in un panorama dove la raffinazione e la volatilità geopolitica premono dal lato dell'offerta. Ma per migliaia di operatori - dai tassisti ai gestori di farmacie rurali, dai pescatori agli agricoltori - ogni giorno rimane una sfida economica.
Le accise italiane rimangono fra le più pesanti del continente. Ridiscuterne è un tema politico sensibile, ma trovare soluzioni strutturali per le categorie economiche più fragili resta urgente.
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Fonti: Calabria Diretta News, La Nazione, Il Resto del Carlino, Sardiniapost.it, Il Gazzettino, CasertaNews, Corriere delle Alpi, Automoto.it.

