Dal 27 ottobre 2026 termina il taglio sulle accise del gasolio. È il tema che tiene banco in questi giorni tra agricoltori, autotrasportatori, tassisti e organizzazioni di volontariato: i prezzi alla pompa torneranno a salire, e per molti settori significa tornare ai conti in rosso.
Cosa succede dopo il 27 ottobre
Come riporta Everyeye Auto, la scadenza della misura agevolativa segna un cambio significativo. I prezzi del gasolio aumenteranno poiché la riduzione fiscale non sarà più applicata. Non si tratta solo di benzina e diesel per i privati: per chi lavora con il gasolio (agricoltori, corrieri, taxi, organizzazioni di volontariato), la situazione diventa ancora più critica.
I dati pubblicati da La Gazzetta dello Sport mostrano che il gasolio già oggi vede quasi metà del suo prezzo finale andare allo Stato attraverso accise e tasse - l'Italia è maglia nera in Europa su questo. Con la fine della misura agevolativa, il divario si allargherà.
Le proteste continuano: agricoltura, trasporti, volontariato in difficoltà
In Piemonte, come riferisce il Corriere Torino, Coldiretti ha organizzato proteste sottolineando che «l'agricoltura deve avere e dare futuro». La stessa organizzazione, secondo La Stampa, grida allarme: «La Regione ci aiuti o andiamo a rotoli».
Il volontariato non sta meglio. La Nazione ha raccolto gli allarmi: le spese per il carburante già oggi ammontano a «migliaia di euro» per ogni organizzazione. Con l'aumento, diventerà insostenibile continuare a operare.
A Roma, La Capitale e IlFaroOnline riportano le manifestazioni di taxi e Ncc (noleggio con conducente) davanti al ministero dei Trasporti: hanno chiesto un confronto urgente al governo per una soluzione strutturale.
Il price cap privato tiene, ma non basta
Buone notizie solo parziali: come spiega Il Sole 24 Ore, sia Eni che Q8 hanno prorogato il tetto ai prezzi sulla benzina e il gasolio fino a fine anno. Tuttavia, questi price cap riguardano il mercato privato e hanno limiti: non risolvono il problema strutturale delle accise, e categorie come agricoltura e trasporti hanno esigenze diverse dai semplici automobilisti.
La Regione Piemonte, secondo Torino Plus, ha stanziato 8 milioni di euro contro il caro gasolio agricolo, ma è chiaro che serve una risposta nazionale coordinata.
L'aiuto europeo ancora in valutazione
L'Unione Europea, come riporta Il Sole 24 Ore, sta «valutando» la possibilità di autorizzare aiuti attraverso i fondi Pac (Politica Agricola Comune) per il caro-carburanti agricoli. Ma per il momento non è ancora arrivato il via libera definitivo.
Nel frattempo, la tensione cresce: il governo ha già stanziato 535 milioni di aiuti (tra cui il credito d'imposta per le imprese di trasporto, con il relativo codice tributo istituito il 26 ottobre), ma le categorie colpite chiedono misure più forti e strutturali, non solo temporanee.
Cosa fare oggi
Se gestisci un'azienda agricola, un servizio di trasporto o un'organizzazione di volontariato, questo è il momento di monitorare i prezzi e pianificare gli acquisti: dopo il 27 ottobre, fare il pieno diventerà ancora più oneroso. Verifica gli aiuti locali (come quelli piemontesi) e consulta i tuoi commercialisti su eventuali crediti di imposta applicabili.
Per chi guida un'auto privata, il price cap di Eni e Q8 rimane una garanzia fino a fine anno, ma non contare su questi prezzi bloccati per il futuro.
Con BenzinaItalia puoi scoprire i prezzi ufficiali aggiornati delle tue zone e trovare il distributore più conveniente anche lungo il percorso: non è poco in una fase di transizione come questa.
Fonti: Everyeye Auto, Corriere Torino, La Stampa, La Nazione, La Capitale, IlFaroOnline, Il Sole 24 Ore, Torino Plus.

