Il 15 dicembre i taxi italiani si fermeranno. La categoria ha proclamato uno sciopero nazionale per protestare contro il caro carburante che continua a pesare sui bilanci di migliaia di piccoli imprenditori della mobilità urbana. Come riporta l'ANSA, il settore dei trasporti si aggiunge così al crescente malcontento di agricoltori, artigiani e autotrasportatori che da giorni riempiono le piazze italiane.
La protesta dei tassisti arriva in un momento di forte tensione. Negli ultimi giorni, secondo quanto riferito da varie testate, agricoltori calabresi sono arrivati fino a Montecitorio per far sentire la loro voce, con scene commoventi di chi dice di non vedere futuro per i propri figli. Contemporaneamente, il settore dell'autotrasporto ha già scioperato e continua a chiedere aiuti concreti: come sottolinea Legacoop, servono almeno 180 milioni di euro in sostegni sul gasolio fino a dicembre.
Uno sciopero che tocca il cuore dei servizi essenziali. A Firenze il caro carburante e i tagli ai contributi mettono a rischio il trasporto per i disabili, mentre i pescatori del basso Jonio reggino protestano per i rincari che rendono insostenibile l'attività. Il 5 novembre è prevista una manifestazione popolare a Naro contro il caro carburante e il caro vita.
Nonostante il governo abbia già stanziato risorse e Eni abbia mantenuto un tetto ai prezzi (benzina a 1,99 euro e diesel a 2,25 euro), le categorie chiedono misure più robuste e durature. I tassisti, come gli altri settori colpiti, sanno che uno sciopero genera disagi, ma la situazione economica non lascia alternative.
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Fonti: ANSA, Euronews, Teleborsa, Trasporti-Italia.com, La Repubblica, Il Gazzettino, Il Fatto Quotidiano.

